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Cybersecurity, perché è ormai una priorità per l’Italia: tre fattori che cambiano tutto

La cyberwar inaugurata con il conflitto tra Ucraina e Russia, un forte aumento degli attacchi verso l’Europa e di sempre maggiore gravità rendono sempre più stretto il legame tra la nostra vita digitale e la sicurezza informatica. Da qui l’avvio di una importante attività di regolamentazione.

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di Rocco Panetta

Digitalizzazione estrema della società, nuovo impulso normativo e un imprevedibile scenario bellico. Sono questi i tre fattori che stanno velocemente trasformando la cybersecurity in un’inedita priorità per istituzioni, aziende e cittadini.

Occorre peraltro soffermarsi sul significato di questa diffusa attenzione verso un settore in così forte espansione, valutando attentamente anche le possibili interferenze con ambiti e normative storicamente contigue, prima fra tutte quella in materia di privacy e protezione dei dati personali.

La guerra come catalizzatore del fenomeno cibernetico

Dei tre fattori sopra citati, non c’è dubbio che la nuova forma di battaglia inaugurata con il conflitto tra Ucraina e Russia abbia la più ampia risonanza e il più temibile impatto. Si tratta di una concezione assolutamente inedita della guerra, una cyberwar, combattuta a colpi di attacchi cibernetici mirati e micidiali. Una guerra senza più confini, perché i cannoni della Rete hanno una gittata infinita, arrivando addirittura a colpire Paesi e soggetti non impegnati al fronte. Sono infatti all’ordine del giorno i risultati conseguiti dai numerosi gruppi di hacker che si sono schierati nel conflitto, al pari di quelli ottenuti dalle autorità di tutto il mondo per sventare tali minacce. Anche l’Italia è stata protagonista, in un senso e nell’altro, come testimoniamo, inter alia, l’attacco hacker al sito della Polizia di Stato e quelli sventati in occasione dell’Eurovision Song Contest.

L’attenzione, peraltro, rimane costantemente ai livelli di guardia: l’ultima allerta è stata diramata dal Computer Security Incident Response Team (“CSIRT”) istituito presso l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (“ACN”) appena pochi giorni fa.

Minacce cyber in costante aumento

Non c’è però solo la guerra. Il picco di attenzioni verso la sicurezza informatica è l’inevitabile reazione a un trend di pericolosità crescente. Secondo i dati del nuovo “Rapporto Clusit 2022”, nel corso del 2021 gli attacchi nel mondo hanno registrato un incremento del 10% rispetto al 2020, connotandosi peraltro di sempre maggiore gravità. Si registra, inoltre, un aumento degli attacchi verso l’Europa (21% contro il 16% del 2020). Quanto al livello di severità, il 79% degli attacchi rilevati ha avuto un impatto “elevato” (l’anno precedente erano il 50%). Guardando all’Italia, metriche interessanti emergono anche dalla “Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza” relativa all’anno 2021 curata dal Comparto Intelligence, che prende espressamente in considerazione la “minaccia cyber”.

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