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Privacy e antitrust nell’era della data economy, due strade parallele ma distinte: ecco perché

Sempre più spesso, soprattutto (ma non solo) nell’ambito della regolazione delle big tech, la normativa sulla privacy e quella antitrust si trovano in qualche modo a intersecarsi. Per quali ragioni e, soprattutto, quale dovrebbe essere la strada da intraprendere per il futuro?

di Rocco Panetta

È notizia di pochi giorni fa l’approvazione da parte dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali della versione definitiva delle linee guida in materia di cookie e altri strumenti di tracciamento. Un provvedimento attesissimo, destinato ad assumere un rilievo cruciale nell’adeguamento alla normativa data protection e che al tempo stesso regolamenta tecnologie ormai dirimenti negli assetti di mercato e capaci di orientare investimenti e strategie di business. Ciò vale a maggior ragione quando si tratta di grandi player tecnologici.

Il Garante conferma così la sua attitudine di regolatore attento ai mercati mentre tutela i diritti fondamentali degli individui.

Spostandosi dall’Italia all’Unione europea, e tornando indietro di qualche settimana, la Commissione Ue ha comunicato di aver aperto un’istruttoria formale antitrust nei confronti di una big tech. Tale indagine, che riguarda i servizi di online display advertising, è tesa a determinare se tale provider tecnologico abbia violato le norme europee sulla concorrenza. Peraltro, per espressa previsione della stessa Commissione, nell’indagine verrà tenuta in considerazione anche la necessità di proteggere la privacy degli utenti, conformemente a quanto previsto dalle regole comunitarie vigenti in materia, quale il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR).

Si tratta dell’ennesima – e volutamente esemplificativa – manifestazione di come sempre più spesso la normativa sulla protezione dei dati personali e quella sulla concorrenza si trovino in qualche modo a intersecarsi, tra diritti e mercati.

Quali sono le ragioni che spiegano questa tendenza? Come si sta applicando a livello internazionale tale doppio binario normativo? E soprattutto, quale dovrebbe essere la strada da intraprendere per il futuro?

Tutto nasce dalla data economy

Il tema dei rapporti tra privacy e antitrust è da tempo al centro di diffusi approfondimenti e discussioni. L’avvento della data economy, la stretta e indissolubile interdipendenza fra trattamenti di dati personali e mercato digitale e tutte le dinamiche che tale binomio esprime, è sicuramente la ragione che, più di tutte e in maniera omnicomprensiva, spiega come mai oggi si parli sempre più spesso di protezione dei dati e concorrenza come di un Giano bifronte.

Merita di essere letto, al riguardo, un accurato report, curato da Erika Douglas, che offre moltissimi utili spunti per orientarsi in una tematica destinata a connotarsi di sempre maggiore attualità. E tra i motivi che spiegano come mai queste due discipline abbiano iniziato a interagire vengono annoverati:

  • La massiccia espansione del mondo digitale, e con essa dell’ubiquità e dell’importanza economica dei dati dei consumatori;
  • La diffusione globale delle leggi sulla privacy e l’altrettanto globale e rinnovata attenzione all’applicazione delle leggi antitrust;
  • La condivisione, da parte di queste due branche del diritto, del desiderio comune di dare benefici ai consumatori, così come la presenza di molti policy interest comuni.

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