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Relazione annuale Garante privacy, i punti chiave per il futuro

Sono stati mesi concitati, non c’è dubbio. L’attesa e le aspettative per l’insediamento di questo Garante erano dunque palpabili e la Relazione 2020 del Garante privacy rappresenta anche un’occasione per avere una prima immagine d’insieme del lavoro svolto dal nuovo Collegio durante i primi mesi del proprio mandato

di Rocco Panetta

Venerdì 2 luglio l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha presentato la Relazione Annuale 2020. Confesso di aver seguito questo momento speciale con grande interesse e con la solita emozione istituzionale che accompagna una ricorrenza a me particolarmente cara.

Mi si conceda quello che può sembrare un eufemismo, ma pare davvero ieri il giorno in cui l’attuale Collegio subentrava a quello presieduto da Antonello Soro. Era l’estate del 2020 e, come tutti ricordano, la nomina del nuovo Garante arrivava dopo un lungo periodo di prorogatio (reso ancor più delicato dall’avvento della pandemia da Coronavirus) nel quale gli ex componenti del Collegio hanno dimostrato un incredibile senso di responsabilità, andando ben oltre gli obblighi del proprio mandato.

Sono stati mesi concitati, non c’è dubbio. L’attesa e le aspettative per l’insediamento di questo Garante erano dunque palpabili e la Relazione data alla stampa venerdì scorso rappresenta anche un’occasione per avere una prima immagine d’insieme del lavoro svolto dal nuovo Collegio durante i primi mesi del proprio mandato.

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