Written by 16:09 Agenda Digitale, Media

Facebook, Trump e la privatizzazione dei diritti: le strade che si aprono ora

Col ban di Trump un’azienda privata, in mancanza di riferimenti normativi in materia, ha preso una decisione in tema di diritti fondamentali

di Rocco Panetta

Alla fine, Facebook ha deciso. L’account di Donald Trump verrà sospeso per due anni. La parola fine (forse) sulla vicenda nata con l’assalto dei manifestanti a Capitol Hill arriva a pochi mesi dall’intervento dell’Oversight Board del noto social network, che già molto aveva fatto discutere. Io stesso ne avevo commentato la presa di posizione per questa testata, evidenziando i rischi che corriamo per via della delega ad aziende private di decisioni di tale importanza.

La decisione di Facebook

Le tappe che hanno condotto alla definizione della “sanzione” da irrogare all’ex Presidente degli Stati Uniti d’America sono piuttosto note. Dagli eventi dello scorso 6 gennaio a Washington DC, alla reazione di Facebook (e degli altri social network) che ha deciso di sospendere l’account di Trump a partire dal giorno successivo, fino all’intervento di maggio del Comitato di Controllo di Facebook che ha dato alla società di Mark Zuckerberg sei mesi di tempo per adottare la propria statuizione finale. La risposta di Facebook non è tardata ad arrivare e così lo scorso 4 giugno è stata pubblicata la tanto attesa decisione sul caso Facebook vs Trump.

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