Written by 18:21 Media, Wired Italia

La bozza di un regolamento europeo sull’intelligenza artificiale lascia ancora molti interrogativi

La proposta della Commissione era attesa e per prima tenta di fare ordine su un tema complesso e delicato. Ma ci sono molti nodi da sciogliere.

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di Vincenzo Tiani

Il 21 aprile la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di regolamento per l’intelligenza artificiale (Ai). Il testo era atteso da tempo visto che il tema dell’Ai è stato da subito preminente nel programma della presidente Ursula Von der Leyen e rappresenta il frutto di anni di lavoro preparatorio. Dopo la pubblicazione di un White Paper sulla Ai a febbraio dello scorso anno con cui si è aperto un periodo di consultazione, la Commissione ha ricevuto 1215 contributi esterni di cui 352 provenienti da aziende, 152 da università e accademici, 160 dalla società civile. Tutti paventavano in generale l’esigenza di un regolamento in questa materia. Ancora prima, la Commissione aveva dato l’incarico a 52 esperti internazionali di preparare un elenco di raccomandazioni etiche e di policy su come regolare l’intelligenza artificiale. Secondo il gruppo di esperti, “l’Ai affidabile dovrebbe essere: legale (rispettando tutte le leggi e i regolamenti applicabili), etica (rispettando i principi e i valori etici), robusta (sia da un punto di vista tecnico che tenendo conto del suo ambiente sociale)”.

La proposta di regolamento (d’ora in poi Ai Act), che si compone di 85 articoli più gli allegati, ha una portata enorme se non rivoluzionaria. Si tratta del primo testo legislativo che si propone di regolare una materia vastissima come l’Ai, una tecnologia che è entrata, sta entrando ed entrerà a far parte di una miriade di aspetti della nostra vita attraverso centinaia di servizi e strumenti d’uso quotidiano. A prescindere dal merito delle previsioni normative, lo sforzo della Commissione resta meritorio e sicuramente faciliterà un dialogo internazionale, con Stati Uniti e Cina in primis, su questo tema.

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