Written by 15:11 COVID19, Interventi del Garante Privacy, Media, Wired Italia

Il Garante Privacy sull’obbligo dei vaccini per i lavoratori

Vaccini e Covid

di Vincenzo Tiani

Con i vaccini in campo per coprire la popolazione il prima possibile dal coronavirus, da tempo ci si chiede se la vaccinazione possa essere imposta dal datore di lavoro ai dipendenti, soprattutto nei casi che riguardano strutture sanitarie. Vengono in aiuto sul punto le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali. La materia è delicata perché non solo va a toccare appunto il trattamento dei dati sanitari, che come sappiamo richiede particolari tutele, ma anche per il potenziale effetto discriminatorio che la scelta di un dipendente di non vaccinarsi potrebbe avere. A ciò fanno da contraltare la protezione della popolazione e la necessità delle imprese di ripartire il prima possibile per riprendersi dalla peggiore crisi economica dal 2008.

Si potrebbe dunque pensare che laddove vi sia il consenso del dipendente non ci sia alcun problema per il trattamento dei dati. Non è così. A prescindere dal caso di specie dei vaccini, da subito il consenso è stato sempre additato come la base giuridica meno adatta a giustificare il trattamento dei dati personali del dipendente. Dovendo essere libero per essere considerato valido, visto il rapporto di dipendenza esistente tra datore di lavoro e sottoposti, la richiesta del primo difficilmente potrebbe portare a una libera scelta degli ultimi (considerando l’articolo 43 del regolamento generale europeo per la protezione dei dati, Gdpr).

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